Cosa succede di nuovo su Internet in Italia?
Qualche settimana fa sono stato a Londra ad un evento chiamato Google Zeitgeist Europe.
E’ un evento annuale di altissimo livello dove Google invita diverse personalità di spicco, tutti i suoi partner, e anche alcuni competitors, per discutere dei principali trend di settore e fare business networking.
Ho notato, nelle discussioni pubbliche e nelle conversazioni private un entusiasmo crescente per quanto sta accadendo sul web: la crescita del mercato pubblicitario, la crescita esponenziale del fenomeno web 2.0, la crescita dei consumi di contenuti video sul web, lo spostamento del tempo speso dall’utente dai vecchi media a Internet.
Tutte belle notizie.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è l’assenza quasi totale di rappresentanti di aziende italiane e comunque di iniziative italiane di cui andare fieri.
Quali sono le ultime belle iniziative, gli ultimi tentativi di innovazione su Internet che qualche impresa italiana sta portando avanti?
Siamo un popolo di creativi ma come mai non riusciamo a sfondare sul mercato internazionale (e anche nazionale) con qualche bel servizio Internet?
Io ho le mie opinioni, magari ci vuole troppo tempo per elencare compiutamente i motivi ma tra i più importanti vedo:
1) Scarsa propensione al rischio di impresa (pochi imprenditori in Italia impegnano i propri capitali per iniziative ad alto rischio di fallimento)
2) Paura del fallimento (Purtroppo in Italia se fallisci un iniziativa imprenditoriale sei marchiato a vita)
3) Scelta del mercato geografico (Infatti tutti i servizi Internet più affermati hanno avuto come mercato di primo riferimento mercati ben più grandi di quello italiano. Hanno fatto massa critica in un mercato come quello Americano o Inglese e solo dopo, raggiunta la competitività, hanno affrontato altri mercati più marginali ma sempre appetibili come quello italiano)
4) Scarsa capacità di esecuzione delle strategie (anche quei pochi servizi belli nati in Italia, per un motivo o per l’altro non sono riusciti ad avere un successo stabile ed espansione internazionale. In sostanza, dei fuochi di paglia)
Sono quattro punti tra i tanti identificabili. Si può partire da qui per trovare altri fattori critici ma anche e soprattutto per individuare insieme la strada migliore per sentire anche in Italia l'entusiasmo che si respira all'estero.
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Mario, penso che il tuo elenco di cause abbia colto nel segno.
Visto dal mio punto di osservazione, cioe' quello di uno che ha deciso di rischiare del proprio nel campo dell'ICT (siamo stati dal notaio per creare la nostra impresa due giorni fa', quindi siamo freschi freschi :-) cio' che ci affossa maggiormente e' la ristrettezza del mercato italiano, non tanto in termini assoluti, quanto la scarsita' nel nostro paese di quei clienti comunemente definiti early adopters.
Mi spiego: se si vuole fare qualcosa di innovativo in italia, e nel nostro caso parliamo di mercato B2B, si fa una fatica terribile a trovare aziende disposte ad investire in soluzioni e tecnologie che non siano gia' consolidate - in italia si vende quasi esclusivamente cio' che e' di moda, e visto che noi italiani spesso arriviamo dopo gli altri, cio' che e' di moda da noi ormai non e' piu' innovativo da un bel pezzo!
Tutto questo ci viene confermato anche da altre neo-aziende presenti presso l'incubatore di cui facciamo parte. Cio' non ci consola, ma cio' nonostante siamo disposti a metterci in gioco e continuare...
Ah, qualcuno ci ha anche detto che, vista la "globalizzazione", ora qualunque azienda puo' lavorare per qualunque mercato geografico al mondo, quindi se quello italiano non e' ricettivo, e' sufficiente aggredirne un'altro - tutto questo mi fa un po' ridere: io non conosco un'azienda che dal paese X e' cresciuta aggredendo il paese Y e non facendo fatturato nel proprio paese di origine (e credo che tu sia d'accordo con me visto il tuo punto 3)
Comunque complimenti, bel argomento per dar vita ad un po' di dibattito! penso che' verra' fuori qualcosa di interessante
P.S.: col mio post non voglio scaricare le colpe totalmente sull'esterno - spesso, come hai accennato anche tu, le colpe sono anche di noi imprenditori (braccino corto negli investimenti, mancanza di una visione, stategia inesistente, ecc.)
Scritto da: Luca Faggioli | 14/06/07 at 02:59
Hai detto niente... Come fai a fare imprese se non vuoi metterci i soldi, non rischi, non hai la testa per puntare a un mercato globale e non riesci ad eseguire le strategie?
Scritto da: Nicola Mattina | 15/06/07 at 11:54
personalmente scelgo il # 1
1) Scarsa propensione al rischio di impresa (pochi imprenditori in Italia impegnano i propri capitali per iniziative ad alto rischio di fallimento)
Nel 2001 lavorai ad un progetto in cui ebbi come collaboratore un bravo ingegnere e anche la supervisione dell'Istituto di scienze e tecnologie e della cognizione del CNR.
Portai il progetto a Danilo Eccher, direttore del MACRO di Roma che voleva inserirlo dentro al Museo e mi prodigai quindi di parlare col sindaco, come mi suggerì Eccher che piangeva miseria-era vero. Purtroppo vuoi per pregiudizi , vuoi per mancata spallata politica -che non avevo, non riuscii a parlare se non con Luca Odevaine, uno degli assistenti di Veltroni.
Io e l'ingegnere venimmo trattati poco meno di idioti. Il progetto non decollò mai perchè tutti intorno mi dicevano: ma se non esiste è perchè non funziona!
Il progetto si chiamava 01TV. Era tra la TV di AL Gore e You Tube che sarebbero nate 2-3 anni più tardi.
Io ho perso un treno. Era il secondo perchè ne ebbi anche uno, il primo treno... ma non voglio intristirmi raccontandolo...
Io ho buttato la spugna e mi sono data a robe più in linea con la virile cultura italiana: l'Isola dei Famosi da cui me ne andai dopo 10 giorni per loro scorrettezza in quanto il mio lavoro d'arte che mi ero portata (che mi serviva come performance da utilizzare in seguito) era sparito.
Bisogna espatriare se si vuole combinare qualcosa di grande.
dg
a proposito del #2
2) Paura del fallimento (Purtroppo in Italia se fallisci un iniziativa imprenditoriale sei marchiato a vita)
Falso. In Italia Se hai le spalle coperte puoi fallire quanto ti pare, oltre che puoi andare in galera ed entrare al governo etc.
Vedi Tanzi che pare stia di nuovo in pista, vedi la moglie di Dini, vedi qeullo, vedi quell'altro...
Scritto da: domiziana giordano | 13/07/07 at 18:04