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Un punto... nella Rete di Mario Mariani

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I ricchi usano Google e i poveri Yahoo!?

Oggi su TechCrunch ho visto un post che mi ha incuriosito. Riprendeva un articolo pubblicato sul sito di Hitwise, una società che fa ricerche di mercato su Internet.

In questo articolo si sostiene che:

1)    L’audience di Yahoo! è più giovane di quella di Google; View this photo

2)    L’audience di Google è più propensa a spendere online di quella di Yahoo! View this photo

Quanto scritto è piuttosto scontato e non mi sembra sia necessario dedicare del tempo a fare sofisticate analisi per scoprire tutto ciò.

In primo luogo mi sembra veramente fuori luogo paragonare le due properties. Yahoo! è un sito di destinazione, mentre Google è un motore di ricerca.

E’ quindi naturale che un sito di destinazione, ricco di informazioni e entertainment come Yahoo! abbia un audience più giovane. Così come è naturale che un sito con audience più giovane abbia meno propensione agli acquisti (visto che hanno meno soldi a disposizione).

Google è invece un sito di transito, si va li per cercare qualche cosa e poi si esce dal sito. Molto spesso le ricerche si fanno per poi comprare un bene o servizio, quindi è naturale che chi usa il motore di ricerca sia più propenso agli acquisti online.

Devo confessare comunque che è stato più interessante leggere i commenti al post di techchrunch che commentavano le evidenze di Hitwise:moltissime critiche. The wisdom of crowds J

Commenti

Le ricerche di mercato condotte su internet sono molto interessanti, soprattutto sono in evoluzione. I primi tempi c'era il problema dei fruitori della rete che per buona percentuale si liberavano dello spirito "cinico" tutto italiano e rispondevano l'opposto di ciò che pensavano essere il bene di quell'azienda o del buon risultato di quella ricerca. Ho degli studi proprio in questo senso, che dimostrano tutta l' "italianità" dei cittadini del nuovo millennio, alle prese ancora con retroculture difficili da estirpare. La rete è però riuscita nel tempo a responsabilizzare maggiormente quella fascia di consumatori e fruitori di internet che prima era definita "classe media" e che adesso, data l'estinzione o quasi della specie, possiamo definirla con quella popolazione dai 28 ai 45 anni, di media-elevata cultura e con reddito "ballerino" ma su livelli considerati sufficienti. Proprio da queste persone, non ancora cadute nella depressione da nuovo millennio e da crisi economica, possiamo "leggere" a distanza di un decennio dalla piena diffusione di internet come strumento di lavoro, informativo e per il tempo libero, che sta maturando o meglio dire "montando", il desiderio e l'aspettativa di un altro scatto d'evoluzione tecnologica. Dopo Yahoo, Google, comunque ancora in piena attualità, la stragrande maggioranza afferma che sarebbe propensa e disposta a sperimentare nuovi siti di ricerca con nuove e diverse funzionalità. L'indagine è stata svolta nel piccolo delle mie capacità e possibilità in giro per la Toscana, ad incontri e corsi tenuti dal sottoscritto (non manco mai di formulare domande su moduli, anche le più disparate fra loro). Non è affatto un sentimento esaustivo della popolazione italiana, ma sono sicuro che non si discosta molto dalla realtà. Naturalmente era mio interesse capire come le persone accedessero ad alcuni siti per valutare le loro specifiche necessità e non ad altri, magari in posizioni distanti dalle principali ma di maggior qualità del prodotto, relegati in fondo per mancanza d'investimenti pubblicitari specifici. Ciao